domenica 26 giugno 2011

Introduzione al mobile tibetano

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I mobili tibetani sono apparsi sui mercati europei e americani solo recentemente, intorno alla fine degli anni ottanta.
La decorazione pittorica e' l'emento dominante di questi pezzi usciti dalle mani degli artigiani. Al lavoro dell'ebanista, si aggiunge quello del decoratore che interpreta lo spirito di questo Paese, ove la vita e' permeata di sentimenti comuni al Buddismo.
In Tibet il primo colpo d'occhio e' inevitabilmente rivolto al cielo, un azzurro intenso e cos?terso da perdersi con lo sguardo, non e' un caso che venga chiamato il tetto del mondo. I colori sono una costante del quotidiano, vivaci e provocanti li trovi ovunque: sulle bandiere, sulle porte delle case, negli abiti e ovviamente nei mobili.
Questi colori tratti da pigmenti naturali, minerali e vegetali sono protagonisti di ogni pezzo degno di nota.
Compaiono sui mobili rituali tor-gam, yan-gam (destinati alla conservazione di oggetti sacri e votivi) e pe-gam (destinati a esporre e riporre libri sacri) e sui tavolini da preghiera ed altari con decorazioni fortemente simboliche, scene religiose e raffigurazioni di divinit?
Gli stessi colori e le tecniche di decorazione, con l'impiego di gesso o stucco per creare effetti a rilievo, sono utilizzati per le madie e gli stipi di carattere domestico, con tematiche pittoriche spesso di carattere floreale, altre volte geometriche, altre ancora ispirate a broccati o a scene di vita del quotidiano.
L'effetto nell'uno e nell'altro caso e' ipnotico e ci proietta in un mondo oggi piu' conosciuto, ma per secoli isolato nella sua magica atmosfera.
E?straordinario che questi pezzi, cos?singolari siano immediatamente percepiti dalla nostra cultura nel pi?ampio senso del termine, dalla nostra sensibilit?e dal nostro gusto.
Come dicevamo sopra, l''arredamento tibetano ?strettamente legato al buddismo e ad uno stile di vita austero ma al tempo stesso raffinato. Colori, tappeti, sculture e oggetti hanno come obiettivo primario la bellezza, che predispone positivamente lo spirito di chi prega. Questo intreccio fra vita sociale e religiosa fa dei mobili etnici tibetani uno stile molto particolare nell'ambito dell'arredamento orientale.

Tra tutti i mobili tibetani il cabinet e' l'equivalente della nostra credenza. Veniva usato per contenere cibi, oggetti rituali, abiti etc. I decori si distinguono nettamente dal resto dell'arredamento orientale e vanno dal floreale al tantrico a seconda dell'utilizzo cui erano destinati.
L'attivita' principale nei monasteri, oltre la preghiera, consisteva proprio nel decoro e nell'artigianato. i monaci lavoravano in simbiosi con gli ebanisti personalizzando cos?i propri mobili. Oggi quel sapiente lavoro costituisce il fiore all'occhiello della nostra collezione di antiquariato orientale.
Nei mobili tibetani in linea di massima il pregio e' dato dalla forma, dai disegni e dall'eta' mobile classico ?la credenza che aumenta di valore ha dei decori laterali. Se invece parliamo di armadi, se sono di forme inusuali, e magari sono appartenuti personalmente ad un Lama, si tratta di pezzi molto piu' rari e, in tal caso, il prezzo lievita. In questo tipo di mobili d'arte, poi, a fare il pezzo non e' la dimensione e quindi un mobile tibetano piccolo puo' facilmente costare piu' di uno grande.
Generalmente il mobile tibetano non e' mai un antichissimo o antecedente il 1800 perch?l'attivit?principale dei monasteri sta proprio nel decoro e artigianato quindi, al minimo deterioramento, il pezzo viene decorato o rifatto con la conseguenza che c'?un gran giro di pezzi che non sono conservati per molto ma spesso gettati. Il legno ?sempre pino o abete quindi non legni pregiati e la preziosit?viene determinata dai decori. Inoltre nella realizzazione non vengono mai utilizzate parti metalliche, a parte le maniglie, che spesso sono sostituite da lacci in cuoio. In base al disegno si pu?capire l'uso che si faceva del mobile e generalmente, anche se questa non ?una regola fissa, i disegni floreali semplici sono fatti per quelli ad uso domestico. Ad ornare la parte principale del mobile ci sono sempre alcuni o almeno uno degli otto simboli di buon augurio che si trovano spesso riprodotti anche su vessilli, arazzi, tangka, bandiere, braccialetti, collane e sugli oggetti piu' disparati collegati alla cultura tibetana.
Il parasole (in sanscrito chhatra) e' il simbolo della protezione dalle malattie, dalle forze negative e dagli ostacoli della vita. Esso rappresenta la compassione che intende proteggere tutti gli esseri senzienti dal dolore, dalle malattie, dalle afflizioni mentali, dagli ostacoli.
I pesci d'oro (in sanscrito matsya) sono il simbolo dell'emancipazione della coscienza dal samsara. I pesci rappresentano il superamento di tutti gli ostacoli, la vittoria su tutte le sofferenze e il raggiungimento della liberazione. Il vaso (in sanscrito kulasa) ?il simbolo della perfezione naturale del Dharma, della longevita' e della prosperita' contiene un tesoro, cioe' la lunga vita, la salute e la prosperita' Il fiore di loto (in sanscrito padma) e' il simbolo della purificazione del corpo, della parola e della mente. E' il simbolo della purezza e spesso bodhisattva, Buddha ed altre figure simboliche sono ritratte su un fiore di loto: anche se nel samsara, circondati da tentazioni, afflizioni, dolore e sofferenza, questo rappresenta la purezza di corpo, parola e mente, ed il suo sbocciare ?lo sbocciare della liberazione.La conchiglia (in sanscrito sankha) ?il simbolo della diffusione del dharma e della sconfitta del samsara. La conchiglia presenta in genere una forma di avvitamento verso destra, rappresenta la diffusione degli insegnamenti del Buddha ed il risveglio dall'ignoranza. Il nodo senza fine (in sanscrito shrivasta) ?il simbolo dell'infinita natura del dharma. E' uno dei simboli piu' conosciuti anche in occidente e rappresenta l'unit?della saggezza e della grande compassione: l'illusoriet?della visione mondana della realt?
La bandiera della vittoria (in sanscrito dhvaja) ?il simbolo della vittoria del dharma di Buddha sulla morte e sul male. La bandiera rappresenta la sconfitta dell'ignoranza, che ?all'origine di ogni dolore, ogni sofferenza e di ogni negativita' del samsara.
La ruota del Dharma e' il simbolo dell'insegnamento del Buddha Shakyamuni. Rappresenta l'Ottuplice nobile sentiero che porta alla liberazione, il Dharma, Buddha Shakyamuni stesso, i giri della ruota del Dharma, gli insegnamenti del Buddha e la sua dottrina, elementi che guidano alla realizzazione, alle esperienza di pura gioia e di completa liberta'.
Spendiamo un'ultima parola per le campane tibetane, strumenti antichissimi, originari dal Tibet.
Le loro vibrazioni, mettono in sintonia l'organismo e stimolano la sua armonizzazione. Sono simili a coppe e sono forgiate con una lega di sette metalli corrispondenti ai sette "pianeti": oro-Sole, argento-Luna, ferro-Marte, mercurio-Mercurio, stagno-Giove, rame-Venere, piombo-Saturno. Esistono campane diverse per dimensioni, forma, spessore e proporzione dei metalli. Per suonarle, bisogna percuoterle delicatamente con l'apposito bastoncino. Le campane possono essere poste sui sette Chakras (i centri energetici considerati in oriente le "porte dell'energia" che regolano il flusso ed i blocchi di energia), che sono collocati lungo tutto il corpo.

Speriamo di avere in qualche modo suscitato in voi la stessa passione che abbiamo per questa splendida forma di artigianato che poggia le proprie radici nel cuore del Tibet, la terra tra le stelle.

1 commento:

  1. Essendo realmente stato in quei luoghi posso confermare che le emozioni provate difficilmente possono essere descritte, ma portando con me uno Dzi tibetano cerco di ricordarle sempre....

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